Perché il restauro?
- Daniela
- 18 set 2018
- Tempo di lettura: 2 min
Eccoci finalmente arrivati all'inaugurazione di questo Blog!
Erano mesi che desideravo cominciare, ma l'argomento iniziale continuava a sfuggirmi, ecco che oggi, improvvisamente, l'illuminazione!
Molte persone, quando mi incontrano, mi chiedono "perché la restauratrice?"; si sa, non è un mistero: il lavoro è faticoso ( soprattutto per me che sono un soldo di cacio e peso 50 kg), è difficile trovare un impiego, la paga ( quando c'è ) non è sempre delle migliori, si è condannati ad anni di studi e stage con il rischio di non farcela .... eccetera eccetera.
Essere un restauratore, oggi, è una scelta coraggiosa, una scelta che una mi amica definirebbe "militante": non si diventa restauratori per dei motivi generici, come il posto fisso ( che è una motivazione di tutto rispetto), la possibilità di carriera o perchè "fa figo".
Si diventa restauratori principalmente per amore: amore per l'arte e per le persone.
Per me il restauro è sempre stata una specie di missione; ho sempre desiderato fare qualcosa di utile e buono per la società, qualcosa che, come dicevano i miei genitori quando ero bambina, lasciasse il mondo un po' meglio di come lo avessi trovato.
Per me il restauro è questo: la possibilità di regalare agli altri delle bellezze inestimabili, che sembrano così eterne, ma sono in realtà quanto di più fragile esista.
Alla fine di un restauro, che si tratti di una chiesa del '700, di una statua del Rinascimento o della cassettiera della nonna, si ha l'impressione di aver veramente fatto qualcosa di bello, per la felicità degli altri; forse sarò troppo sentimentale ma credo che un mondo pieno di oggetti ed edifici belli sia un mondo più felice.
Ne ho avuto la conferma tutte le volte che i clienti mi hanno ringraziata con gli occhi lucidi per aver restituito loro qualcosa che credevano perduto.
Il restauro è questo: Scoprire mondi e sentimenti altrimenti perduti.
A queste motivazioni romantiche però, si aggiungono anche un paio di miei tratti distintivi caratteriali un po' più prosaici:
1- amo lavorare da sola, in silenzio e lasciar andare la mente che si perde nei meandri di pensieri contorti; ogni lavoro manuale mi consente di filosofeggiare liberamente, cosa che mi riusciva impossibile quando facevo, per esempio, la guida turistica.
2- in secondo luogo vado pazza per i pantaloni da lavoro, le salopette e le tutone, quando ho addosso un grembiule sporco e dei guanti mi sento la donna più bella della terra ( cosa che non succede mai quando indosso vestiti o tacchi).
3- sono iperattiva, non riesco a stare seduta per otto ore davanti a un pc o a una scrivania, ho bisogno imballare, sfregare, scartavetrare,stuccare, mescolare e dipingere.
4- adoro l'odore dei solventi chimici... non dovrei dirlo anche perché fanno malissimo ( e vanno sempre maneggiati con maschere adeguate e finestre aperte) ... ma l'acetone per me è come CHANEL n. 5... inebriante!
A tutto questo si aggiungano le infinite possibilità di vedere da vicino e toccare opere meravigliose e le possibilità di viaggiare nelle mete turistiche più belle del pianeta e capirete facilmente perché tante persone amano questo lavoro: è come un fidanzato con un pessimo carattere: ti fa uscire di testa tantissime volte, ma ti da delle emozioni impagabili!
Alla prossima puntata! Stay tuned


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